| HIERUSALEM - GERUSALEMME - JERUSALEM |
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La Città di Dio: Luogo Santo di incontro tra la Terra e il Cielo / The City of God: Holy Place of encounter between Earth and Heaven Opera Ecumenica a Sostegno Spirituale di Hierusalem / Ecumenical Opera to Support Spiritually Jerusalem |
| PREGHIERA : Omelia di Pentecoste 2011 di S.B. Fouad Twal, in occasione della sesta Preghiera Straordinaria di tutte le Chiese per la Riconciliazione, l'Unità e la Pace |
Sesta Preghiera Straordinaria di tutte le Chiese per la Riconciliazione, l’Unità e la Pace
Concattedrale del Patriarcato latino di Gerusalemme, 11 giugno 2011
OMELIA PENTECOSTE 11 giugno 2011
di S.B. Mons. Fouad Twal , Patriarca Latino di Gerusalemme
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
Benvenuti nella nostra Concattedrale di Gerusalemme.
Ci siamo riuniti insieme, proveniendo da contesti linguistici e culturali differenti, da tradizioni diverse, ma accomunati dall’intento di pregare insieme per la riconciliazione, l’unità e la pace. Il mio saluto si rivolge altresì a tutti coloro che ci seguono da varie parti del mondo e sono uniti alla Chiesa Madre di Gerusalemme grazie ai diversi mezzi di comunicazione. Ringrazio cordialmente tutti coloro che hanno reso possibile quest’incontro, quanti hanno dato avvio a quest’iniziativa, sorta per rispondere all’urgente necessità di una preghiera comune d’intercessione da parte di tutti i cristiani.
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Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te" (Gv 17, 21). Le parole pronunciate da Gesù, che abbiamo sentito nel Vangelo, risuonano nei nostri cuori in modo particolare in questa vigilia di Pentecoste e in questa giornata di preghiera straordinaria di tutte le Chiese, partendo da Gerusalemme. Qui, dalla Città Santa, "Città di Pace", che purtroppo non conosce ancora la pace, deve partire la speranza. Qui si trova l’epicentro della nostra fede, qui la geografia e la storia della salvezza si uniscono alla nostra vita. Non possiamo permettere che la Città di Dio venga meno alla sua vocazione. Come cristiani dobbiamo meditare su questi tre doni, per implorarli con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. La riconciliazione, l’unità e la pace sono doni profondamente uniti tra loro.- La riconciliazione
Nella seconda lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi, la riconciliazione è al centro della vita cristiana, in quanto la missione di Cristo è stata proprio quella di riconciliarci con il Padre. Si tratta di un’iniziativa divina completamente gratuita "
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo" (2 Cor 5,18). L’Apostolo però continua "e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione". La nostra natura ferita dal peccato ci ha separato dal Padre, che si è profondamente chinato per raggiungerci e ridonarci la piena comunione con Lui: questa è la buona novella che siamo chiamati ad annunziare al mondo. È nostro compito quello di dire al mondo con S. Paolo "Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio" (2 Cor 5,19-21). Siamo veramente coscienti di questa missione? Siamo convinti che la ragione di tutto il male consiste in questo originario allontanamento da Dio? Siamo invitati a rinnovare ogni giorno questa esperienza diriconciliazione con Dio, ma anche con le nostre famiglie e i nostri amici, e con i nostri nemici, soprattutto in questa terra segnata dalla violenza e dal rancore.
- Una volta riconciliati, l’unità può divenire realtà.
L’unità non è possibile senza la riconciliazione, perché è attraverso di essa che possiamo diventare membra del Corpo di Cristo. È questa coscienza di una salvezza comune attraverso la riconciliazione con Dio a condurci all’unità. Anzi, non possiamo dirci cristiani senza desiderare e cercare con perseveranza quest’unità tra noi, senza chiedere con insistenza che essa si compia tra di noi. Solo così possiamo rendere testimonianza. Infatti, se molte sono le membra, non c’è che un solo corpo, quello di Cristo, nel quale siamo tutti uniti dallo Spirito. Desideriamo impegnarci ogni giorno in questa ricerca di unità nella diversità, favorendo tra l’altro il dialogo ecumenico. Come possiamo leggere nell’Enciclica
Ut unum sint del Beato Giovanni Paolo II, che riguarda precisamente l’importanza di un tale dialogo, "La Chiesa cattolica accoglie con speranza l’impegno ecumenico come un imperativo della coscienza cristiana illuminata dalla fede e guidata dalla carità.... È nell'unità Trinitaria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo che l’unita cristiana trova la sua fonte divina" (Ut unum sint, 1995, n. 8). Il modello da seguire, dunque, è la Trinità, modello perfetto di unità nella diversità. Si tratta di un obiettivo ambizioso, che sicuramente non possiamo raggiungere solo con i nostri sforzi. Ma lo Spirito verrà in aiuto alla nostra debolezza, come fece con gli Apostoli, rinchiusi nel Cenacolo, impauriti e ripiegati su se stessi fino all’arrivo del vento e delle fiammelle di fuoco.- La pace è il frutto della Riconciliazione
La riconciliazione è la condizione stessa che permette il raggiungimento della pace. In Terra Santa, la pace è invocata dappertutto, è diffusa anche nelle espressioni linguistiche tipiche di saluto utilizzate nella vita di ogni giorno. Tuttavia constatiamo con dolore la sua assenza, come se il Male si accanisse sulla Città Santa, là dove il Signore ha scelto di dimorare, là da dove si dovrebbe irradiare la speranza per tutto il mondo.
Questa pace tanto desiderata deve essere fatta prima in noi e tra di noi, che siamo figli del Padre. Non dicono forse le beatitudini "
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9) ? In un periodo storico caratterizzato da rivolgimenti e agitazioni in tutta la nostra regione mediorientale, mentre da una parte sembra levarsi un soffio di vita nuova, scuotendo i gioghi che opprimevano i popoli, e dall’altra la situazione in Terra Santa sembra entrare in una fase di "impasse", dobbiamo mantenere ben viva questa speranza. La pace interiore è il primo passo verso la pace tra i popoli e le nazioni. Una pace che può essere donata solo da Dio. Dobbiamo invocare con fiducia il Suo Spirito, affinché ispiri i nostri governanti, coloro che hanno nelle loro mani il destino dei popoli, spesso accecati dall’interesse e dal pragmatismo, perché possano lasciarsi condurre in questo cammino, agendo con coraggio in favore della pace.Fratelli, forse a volte siamo tentati di pensare che le nostre preghiere siano vane, che la pace sia impossibile, che le dichiarazioni politiche non portino ai cambiamenti profondi tanto desiderati. Eppure vi esorto vivamente a non perdere la speranza e a credere nell’efficacia della preghiera. I politici da soli non possono ottenere la pace, e nemmeno i teologi da soli possono ottenere l’unità della Chiesa.
È la preghiera che cambia il mondo. Essa è il luogo del "
combattimento della fede e della vittoria della perseveranza" (Benedetto XVI, Udienza generale in Piazza S. Pietro, 25 maggio 2011). E il Signore ascolterà il grido dei suoi figli.Da Gerusalemme, dai Luoghi stessi in cui si è compiuta la nostra salvezza, vi chiedo di pregare per noi, perché le nostre comunità cristiane in Terra Santa vivano l’esperienza di una nuova Pentecoste, diventando comunità capaci di fare la volontà del Padre, cioè di amare ... ed essere così un segno di Riconciliazione, di Unità e di Pace per il mondo.
Grazie a tutti.
HIERUSALEM - GERUSALEMME - JERUSALEM
Opera Ecumenica a Sostegno Spirituale di Hierusalem
" Se ci sarà pace a Gerusalemme, ci sarà pace in tutto il mondo ! "